giovedì 14 novembre 2013

STORIA DI UNA SEDUTA DI PSICOMOTRICITA'

Quella che sto per raccontarvi è la storia di una seduta di pratica psicomotoria educativa e  preventiva tratta dall’esperienza trascorsa presso l’ARCA lo scorso anno (2012-2013)
I nomi sono inventati per rispettare la privacy.

“Sono le quattro e mezza, tra poco i bimbi arrivano e io sto preparando la stanza per loro.
Ecco il vocìo, stanno arrivando accompagnati chi da mamma, chi da papà, chi dai nonni.
Li sento in sala di aspetto, si cambiano in fretta e indossano i calzini antiscivolo, fremono, mi aspettano, sono carichi.
Apro la porta della stanza e li accolgo, mi vengono incontro gioiosamente, hanno tante cose da dirmi, sono impazienti. Dico loro che la stanza magica dei cuscinoni colorati è pronta proprio per loro, oggi  ho preparato una sorpresa. I loro volti si aprono in un bellissimo sorriso, la curiosità e la meraviglia dipingono i loro occhi.
Si mettono subito in fila, sanno che, per prima cosa, ci si ritrova nel luogo dei saluti.
Entrano ordinatamente  e vanno a sedersi sul tappeto del luogo dei saluti.
E’ un luogo importante dove i bimbi si sentono e vengono contattati fisicamente ed emotivamente: ognuno viene salutato con un benvenuto e chiamato col proprio nome a sottolineare la considerazione e la presa in cura della sua Persona, c’è chi “batte un cinque”, chi mi dà la mano come gli adulti, tutti personalizzano il proprio benvenuto. E’ un momento di decompressione tra ciò che hanno vissuto prima nella giornata e ciò che vivono ora nella stanza. Ciascun bimbo interviene spontaneamente e liberamente raccontando di sé o di quello che li ha toccati durante la giornata, io li accolgo e rimando loro le emozioni vissute “E’ importante per te vero quando giochi con la tua mamma?” Eh già, è proprio così”,mi risponde Paolo, si sente accolto e si siede soddisfatto.
I bambini ricordano in maniera autonoma le regole: non ci si fa male e non si fa male agli altri, ormai le hanno fatte proprie e non c’è bisogno di richiamarli a ricordarle. Con l’eperienza delle sedute precedenti, vivendo in un contesto di libertà e autonomia, hanno interiorizzato delle regole importanti di rispetto e cooperazione.
A questo punto sono impazienti, stanno investendo con lo sguardo il muro di cuscinoni che ho preparato per loro, c’è una novità: il muro è più alto del solito, ho aggiunto una difficoltà in più; “ Sembra un grattacelo” dice Martina, “E’ altissimo”gridano eccitati, “Eh si, voi siete abili e capaci nel distruggerlo “intervengo io “Si, ormai sono grande e forte guarda che muscoli!” dice Marco.
Al mio via partono e si dirigono verso il muro di cuscinoni distruggendo la torre creata per loro in un moto liberatorio dove hanno la possibilità di scaricare le loro pulsionalità motorie.
Passano poi al gioco senso-motorio, saltano sui cuscinoni, si arrampicano sulla spalliera, sperimentano ogni parte del loro corpo in un’esperienza di tipo sensoriale: si dondolano,strisciano,fanno capriole, si fanno trasportare e vengono trasportati sui drappi colorati.Escono grida di liberazione, di scariche emotive ed energetiche, si fanno sentire, chi più, chi meno ognuno col proprio ritmo, nessuno viene costretto a fare cose di cui non si sente, ognuno trova il proprio momento per saltare, rotolare, o strisciare…è un esercizio per abituarsi a con-tattarsi e sentirsi ognuno con la propria individualità.
“Guardami!” urla Martina, la guardo e le faccio semplicemente da specchio “Come sei in alto!Oggi hai scelto l’ultimo scalino!”, non c’è giudizio in queste parole ma solo un rimando e,nel contempo, c’è  presa di coscienza da parte della bambina che aveva avuto il coraggio di salire in alto nella spalliera, si sente rassicurata, ha preso coraggio, ha acquisito informazioni preziose su di se, ciò ha notevoli riflessi sulla sua autostima, è raggiante.
Piano piano la scariche motorie ed emotive si esauriscono e si sente calma e tranquillità, i bimbi passano naturalmente al gioco simbolico. Non c’è alcun materiale strutturato, ci sono solo cuscinoni morbidi e drappi colorati, la fantasia è l’ingrediente principale. Si lanciano in costruzioni fantastiche che evidenziano tutta la loro creatività, i cuscini a volte diventano case, a volte barche, a volte cavalli con carrozze, ci sono persino castelli col ponte levatoio, l’acqua del fiume che scorre sotto è rappresentata da un drappo blu per terra…la loro immaginazione non ha confini!
E’ incredibile vedere come collaborano per creare tutto ciò, c’è armonia, cooperazione, hanno imparato che non si distruggono le costruzioni degli altri e che per entrare nelle casette degli altri è necessario chiedere il permesso.
C’è Giorgia che ha bisogno di affermare la propria personalità e dice “Questo è mio  e non si  distrugge!” E’ sano perché nelle sedute precedenti cedeva tutti i suoi giochi ma rimaneva male, subiva le azioni degli altri…ora ha imparato che può essere assertiva e affermarsi ma con rispetto.
Dopo aver avuto la possibilità di distruggere, scaricare la loro pulsionalità motoria ed emotiva nella prima parte della seduta, sono ora più disponibili al contatto con l’altro in un clima di collaborazione e serenità, sono più liberi emotivamente da ciò che avevano accumulato.
Arriva il momento della storia, è una storia speciale raccontata in un modo speciale: non si ascolta passivamente la lettura di un libro ma tutti sono coinvolti , a turno, nel raccontare la storia: inizio io “C’era una volta una casa su una collina dove abitavano due bambini…” e tutti i bimbi, a turno, completano la storia facendo rivivere emozioni sentite in seduta o durante la giornata, così facendo elaborano tutti i vissuti rendendoli vivi nella storia e non rimangono intrappolati dentro loro.
“I bambini sanno che i mostri esistono, ma nelle storie imparano che si possono vincere!”
Infine arriva il momento del disegno e i bimbi aspettano pazientemente il loro foglio e condividono i pennarelli: il foglio si riempie di colori, ancora una volta esce tutta l’emotività dei bimbi su quel foglio: c’è chi dipinge il mostro che ha combattuto nella storia, ora non gli fa più paura e può rappresentarlo, c’è chi dipinge i fuochi di artificio a sottolineare l’esplosività della sua emotività e la gioia che la pervade, c’è chi dipinge la mamma che ha tenuto nel suo pensiero per tutta la seduta e che sa che ritrova alla fine dell’ora dietro quella porta che l’aspetta; ancora una volta prendono distanza dalle loro emozioni serenamente e le possono chiamare col proprio nome con consapevolezza.
E’ arrivato il momento di salutarci, c’è chi,  chiede se l’indomani sarebbe stato ancora martedì per rassicurarsi del fatto che sarebbe ritornato a fare psicomotricità, c’è chi non vuole uscire dalla stanza, sta troppo bene lì…ma le voci delle mamme che si sentono fuori lo convince, la mamma è sempre la mamma!
I bimbi escono gioiosi, felici e ciascuno ha vissuto ciò di cui aveva bisogno in quella giornata: c’è chi aveva bisogno di scaricare le tensioni, chi di  rilassarsi,  chi elaborare la paura del mostro, chi rassicurarsi,  chi acquisire autostima e consapevolezza corporea….”

Nella stanza magica e colorata dei cuscinoni ognuno ha il suo spazio e il suo tempo per vivere la sua personale esperienza guidati da un operatore esperto che sa cogliere ciò di cui hanno bisogno e il sorriso e la serenità con i quali escono dalla stanza non ha eguali…

                                                                                                                          S. D.


Nessun commento:

Posta un commento

Lasciate la vostra mail se siete interessati a ricevere le nostrre newsletter.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER PER RICEVERE I NOSTRI AGGIORNAMENTI

INSERISCI IL TUO INDIRIZZO EMAIL:

Delivered by FeedBurner